“La Nuova Elsa – Mond Lader” di Lucia Caruso colpisce ancora


di Salvatore De Toma

Rinnovato successo della scrittrice beneventana alla presentazione del suo ultimo libro – Magistrale conduzione del dr. Quirino Tirelli

Un pubblico attento, competente ed appassionato ha partecipato, venerdì 28 marzo, alla conferenza di presentazione dell’ultimo libro della scrittrice beneventana, Lucia Caruso, dal titolo “La storia di Elsa – Mond Lader”.
L’incontro, svoltosi nei locali della Libreria “Guida” di Benevento, condotto in maniera sapiente e raffinata dal dr. Quirino Tirelli, come preannunciato dalla locandina ha avuto come leit-motiv il carattere del dialogo, tra l’altro tra due autorevoli esponenti del panorama culturale locale, legati da “affinita’ elettive”, che hanno spaziato a 360 gradi su temi svariati ed interessanti.
Il libro e’ un giallo che ha come protagonista Elsa, un’investigatrice che attraverso risvolti e trame misteriose che tengono continuamente col fiato sospeso il lettore, riesce a scovare l’assassino risolvendo un caso intricato.
E’ il caso di sottolineare che il personaggio di Elsa, inventato dall’Autrice, è il protagonista principale di libri gia’ editi e di altri di prossima pubblicazione.


La serata e’ iniziata con una breve riflessione del dr. Tirelli che si e’ soffermato sulla scarsa propensione alla lettura e la priorita’ data dal pubblico ad altri interessi.
Ha poi proseguito mettendo in evidenza il suo personale apprezzamento per l’opera della Caruso con la quale condivide numerose passioni letterarie; a tale proposito, i due protagonisti dell’incontro hanno sfoggiato l’ampiezza delle loro conoscenze in continue battute su autori (Conan Doyle, Simenon, Poe, Agatha Christie, ecc.) che hanno fatto presa sui presenti.
In merito al valore del libro, Tirelli ha stigmatizzato l’elevata qualita’ della caratterizzazione psicologica e dicotomica dei personaggi, con i pregevolissimi richiami musicali ed artistici che arricchiscono il contenuto dell’opera.
Le risposte dell’Autrice alle domande del presentatore sono state, oltre che esaustive, chiarificatrici della sua personalita’, forte ma nello stesso tempo umana e ricca di sani principi morali.
La scrittrice non si e’ ispirata ad alcun modello, pur confessando di essere rimasta influenzata nella stesura dell’opera dalle molte letture che l’hanno sempre accompagnata fin da bambina.
Non c’è niente di autobiografico, ha precisato, anzi c’è una netta differenza tra lei ed il personaggio principale del libro.
“E’ molto semplice farsi prendere le mani dai personaggi positivi” – ha dichiarato – ma, a suo avviso, il tratto autobiografico deve essere sfumato.
“Elsa mi sta nel cuore, è il personaggio a me piu’ caro. Di lei non ho mai dato una definizione fisica perche’ è giusto che i lettori diano libero spazio alla loro fantasia”.
Ma l’aspetto forse piu’ accattivante della serata si e’ avuto quando Tirelli ha chiesto alla scrittrice se per lei la scrittura puo’ essere uno strumento terapeutico.
Qui Lucia Caruso ha dato il meglio di se stessa illustrando la sua opinione, condivisa dallo stesso Tirelli, in perfetta sintonia, ed allargando il discorso sul piano artistico e musicale.
“Scrivere è recuperare nella vita quello che si è perso, è un’affermazione di se stessi, recitare un ruolo per recuperare la parte mancante” – ha affermato strappando applausi per la passionalita’ della sua esposizione.
In particolare, la musica occupa un posto importante nella storia di Elsa: ha il potere di evocare ricordi, trasmettere emozioni, sciogliere la tensione. E Debussy e Brahms, piu’ che Chopin, sostiene l’Autrice,
sono portatori di armonia nell’animo.
Infine, stimolata dai presenti, Lucia Caruso ha letto qualche passo del libro prima di rispondere ad alcune domande rivoltele dal pubblico.
Non è mancato il plauso degli astanti, su stimolazione dell’Autrice, per l’illustrazione della copertina ad opera della giovane Valentina De Toma.
Una serata coinvolgente, insomma, lontana anni luce dai canoni tradizionali degli appuntamenti culturali, in genere troppo pesanti ed impegnativi.
E questo grazie ai protagonisti dell’incontro che da grandi comunicatori hanno saputo attirare l’attenzione giusta su temi di non sempre facile comprensione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.